“Non scuoterlo!”: giornata nazionale di prevenzione della Sindrome del bambino scosso
Domenica 6 aprile il focus sarà a Carpi: all’ospedale Ramazzini verranno collocati due infopoint
Giornata prevenzione della Sindrome del bambino scosso a Carpi
Il pianto inconsolabile di un neonato e l’impulso improvviso, dettato da nervosismo, stress e stanchezza, a scuoterlo per farlo smettere: bastano pochi secondi e questa situazione, purtroppo piuttosto comune, può causare danni neurologici gravissimi al bambino, in particolare al di sotto dei due anni, persino letali in un caso su quattro.
È la cosiddetta Sindrome del bimbo scosso (nota a livello internazionale come Shaken baby Syndrome), un quadro clinico caratterizzato da una serie di gravi lesioni che subisce un bambino piccolo, quando viene appunto scosso violentemente, a volte inconsapevolmente.
In occasione della Giornata nazionale di prevenzione della Sindrome del bimbo scosso che ricorre domenica 6 aprile, l’Azienda USL di Modena promuove tre iniziative di sensibilizzazione, una sul territorio di Pavullo e due sui distretti di Carpi e Mirandola, grazie all’impegno della Pediatria di comunità, in collaborazione con i reparti di Pediatria Ospedaliera e Ostetricia e Ginecologia, la Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza, il Consultorio, i Pediatri di Libera Scelta e l’associazione di volontariato GAAM.
Sabato 5 aprile a San Prospero, alle ore 10 presso lo Spazio Giovani in via Chiletti 6, si terrà un incontro con i professionisti della Pediatria di Comunità e della Neuropsichiatria Infantile dal titolo “Coccole in sicurezza”, in cui verranno fornite informazioni sulle corrette manovre da utilizzare nei confronti di un neonato in varie situazioni, sia per favorire l’addormentamento sia per consolare il pianto.
Domenica 6 aprile il focus sulla Sindrome del bambino scosso si sposta a Carpi: all’Ospedale Ramazzini verranno collocati due infopoint, uno presso l’atrio dell’ingresso principale di via Molinari e l’altro nel corridoio tra i reparti di Pediatria e Ostetricia e Ginecologia al quarto piano, in cui professionisti sanitari e volontari distribuiranno materiale informativo e gadget e risponderanno alle domande dei cittadini interessati ad approfondire l’argomento. Alle ore 11 al primo piano dell’Ospedale, presso la sala riunioni adiacente alla Pediatria di Comunità, è in programma una serie di interventi aperti al pubblico a cura dei professionisti che si occupano della prevenzione, diagnosi e trattamento della Sindrome del bimbo scosso.
“Fare prevenzione primaria significa agire prima che accada qualcosa di grave, ed è ciò che cerchiamo di fare parlando della Sindrome del bambino scosso – spiega Linda Viapiana, coordinatrice infermieristica della Pediatria di Comunità dell’Area Nord, promotrice delle iniziative di Carpi e Mirandola -. Sensibilizzare i genitori su questo tema non è semplice, perché è ancora poco conosciuto, ma è fondamentale: permette di prevenire situazioni potenzialmente molto gravi, proteggendo i bambini e sostenendo le famiglie. La diffusione della cultura della prevenzione è parte integrante del nostro lavoro. Insieme ai colleghi del 118, portiamo avanti percorsi formativi rivolti agli adulti, come il progetto “Mi stai a cuore”, un ciclo di incontri dedicati alla sicurezza in età pediatrica, che affronta temi come la disostruzione delle vie aeree, il trasporto in auto sicuro e il primo soccorso. Coinvolgiamo anche i bambini e i ragazzi in età scolastica col progetto “Sai salvare una vita” perché seminare conoscenza e consapevolezza fin da piccoli è il modo per costruire comportamenti sicuri nel tempo. È questo lo spirito con cui affrontiamo anche il tema della Sindrome del bambino scosso: parlarne per tempo, in modo chiaro e accessibile, può fare davvero la differenza”.
La Giornata Nazionale – A livello nazionale la Giornata nazionale di prevenzione della Sindrome del bimbo scosso (SBS) è promossa da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza Pediatrica), con il supporto di ANPAS, FIMP e della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile, con più di 70 città italiane coinvolte per sensibilizzare sui pericoli di questa sindrome con punti informativi nelle piazze e negli ospedali, dove sarà presente personale sanitario per spiegare i rischi della SBS e come prevenirla e distribuire materiali informativi e gadget.
La Sindrome del bambino scosso – Come riporta la campagna “Non scuoterlo!” di Terre des Hommes e SIMEUP, la Shaken Baby Syndrome è una grave forma di maltrattamento fisico prevalentemente intrafamiliare ai danni di bambini generalmente sotto i 2 anni di vita. Il bambino viene scosso violentemente dal caregiver come reazione al pianto inconsolabile del bambino. ll picco di incidenza della SBS si ha tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante. A quell’età il bambino non ha ancora il controllo del capo perché i muscoli del collo sono deboli, la testa è pesante rispetto al corpo, e il cervello, di consistenza gelatinosa, se scosso si muove all’interno del cranio, e la struttura ossea è ancora fragile. Le conseguenze dello scuotimento, anche se di pochi secondi, possono quindi essere particolarmente infauste e si può arrivare al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi.
Maggiori informazioni all’indirizzo www.nonscuoterlo.it.