Un viaggio nel quarto Vangelo agli Esercizi spirituali unitari di Quaresima
Le meditazioni interdiocesane si sono tenute nel weekend del 22 e 23 marzo a Piane di Mocogno
di Letizia Gavioli
In questo turno di esercizi spirituali unitari don Claudio Arletti, biblista dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, ci ha accompagnato alla scoperta del Vangelo secondo Giovanni. Prima meditazione (Gv 21,12-25). Si ritiene che questo capitolo sia un’appendice aggiunta in un secondo momento con lo scopo, da parte dei seguaci di San Giovanni, di legittimare la propria comunità agli occhi della maggioritaria Chiesa petrina e giustificare le discordanze con i sinottici: Giovanni è uno dei Dodici e riporta episodi vissuti da lui in prima persona, che vanno ad aggiungersi e non certo a contraddire gli altri Vangeli (cfr. vv. 24-25). L’apparizione sul lago di Tiberiade è quindi il momento, nel Vangelo di Giovanni, in cui assistiamo all’istituzione del primato di Pietro (cfr. vv. 15-17): con una dinamica che rispecchia e in ultimo sana il triplice tradimento, il Signore Gesù conferisce a Pietro il mandato di pastore e di custode dell’unità della Chiesa; Pietro viene infatti invitato a non preoccuparsi della presenza di Giovanni che li segue da lontano. Con questa scena, l’autore del capitolo 21 sembra quindi voler dire che la comunità giovannea, con il suo approccio mistico (Giovanni viene sempre descritto come il discepolo amato, colui il cui unico ruolo è ricevere l’amore del Signore) è a pieno titolo una parte legittima della Chiesa che non si oppone alla dinamicità missionaria di Pietro ma la completa. Con questa meditazione siamo stati invitati a fermarci e, come Giovanni, appoggiare il capo sul petto del Signore per ricevere il Suo amore.