Cantieri Aperti a San Martino Spino e a Gavello
Ricostruzione post sisma dei beni immobili diocesani: nell’ambito dell’iniziativa Cantieri Aperti promossa dalla Diocesi, lo scorso 29 marzo, visita alla chiesa di San Martino Spino, che riaprirà al culto il 7 maggio, e incontro a Gavello, dove i lavori di restauro della parrocchiale sono appena iniziati
di Virginia Panzani
Da sinistra Lucia Gazzotti, Lisa Accorsi, Sandra Losi, Isabella Colarusso, Elisabetta Vidoni Guidoni, Francesco Bartoli e Paolo Pellicciari
E’ stata una intensa giornata sul tema della ricostruzione post sisma quella di sabato 29 marzo, nell’ambito dell’iniziativa Cantieri Aperti promossa dalla Diocesi di Carpi. Al mattino, si è tenuta la visita guidata alla chiesa di San Martino Spino, dove i lavori sono ormai in dirittura d’arrivo. Nel pomeriggio, il centro civico di Gavello ha ospitato l’incontro di presentazione degli interventi di restauro della chiesa di San Biagio, del campanile e della canonica. Per l’occasione, l’architetto Sandra Losi, direttore dell’Ufficio Diocesano Patrimonio Immobiliare, affiancata dal parroco, don Arnaud Giegue, ha annunciato ufficialmente la data di riapertura al culto della chiesa di San Martino Spino: mercoledì 7 maggio, alle 20, con la solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Erio Castellucci. Ad entrambi gli incontri sono intervenuti il RUP architetto Isabella Colarusso, coadiuvato dall’architetto Elisabetta Vidoni Guidoni, e i tecnici, progettisti e responsabili della direzione lavori, che hanno illustrato gli interventi realizzati a San Martino Spino e da realizzare a Gavello presentando, in maniera molto efficace, gli edifici come “malati”, di cui sono state elaborate la diagnosi e la terapia, studiandone la storia, gli interventi susseguitisi nel tempo, e le ferite, e che, una volta ripristinati e migliorati dal punto di vista sismico, portano inevitabilmente su di sé, al pari degli organismi viventi, le cicatrici delle lesioni da cui sono guariti. Numerosi i partecipanti ai due momenti, parrocchiani e mirandolesi, fra cui il sindaco Letizia Budri.
Effetto sorpresa ben riuscito
Per una scelta condivisa dall’Ufficio Patrimonio e dalla parrocchia, nella locandina dell’evento Cantieri Aperti a San Martino Spino, non erano state diffuse foto dell’aspetto attuale della chiesa, in modo da non togliere la sorpresa ai visitatori. E infatti ai loro occhi si è presentato un piccolo “gioiello” riportato alle sue forme precedenti il terremoto, un edificio simbolo dell’identità del paese, che la comunità riconosce e nel quale, a sua volta, si riconosce con la propria storia e la propria fede. A spiegare gli interventi i tecnici che hanno curato il progetto e la direzione lavori, l’architetto Lisa Accorsi, l’architetto Lucia Gazzotti e l’ingegner Francesco Bartoli. Presente inoltre Paolo Pellicciari in rappresentanza delle maestranze della ditta esecutrice Candini Arte srl.
In estrema sintesi, i danni più gravi hanno interessato la facciata, le volte, fra cui quella del presbiterio, e i prospetti esterni. Le opere di messa in sicurezza realizzate subito dopo il sisma hanno consentito di limitare alcuni danni e, ad esempio, di preservare il timpano e alcune pareti dal rischio di crolli. Negli anni la penetrazione dei volatili all’interno dell’edificio aveva creato uno spesso strato di guano, tanto da richiedere un preventivo intervento di sanificazione per poter accedere all’edificio e completare i rilievi di dettaglio propedeutici all’elaborazione del progetto puntuale degli interventi. I lavori strutturali eseguiti sono stati la riparazione delle lesioni, attuate mediante la tecnica cuci-scuci e il consolidamento della zona absidale, ampliata nel 1940, e dei solai della sagrestia. Nell’ambiente sopra quest’ultima sono state ritrovate le parti rimanenti dell’antico organo un tempo posto sulla cantoria – non più esistente – pezzi oggi tutti catalogati e conservati. Le capriate della copertura sono state consolidate. Anche il campanile è stato riparato e consolidato. A San Martino Spino è stato inoltre possibile ripristinare interamente anche gli apparati decorativi danneggiati dal sisma. Là dove vi sono lacune si è resa leggibile la sagoma, la forma, delle immagini raffigurate, ma i dettagli non sono stati rifatti per una precisa scelta metodologica, in modo da non creare dei falsi storici. Anche l’altare maggiore e l’ambone sono stati ripristinati. L’importo complessivo dell’intervento, finanziato interamente dalla Regione Emilia-Romagna, ammonta a circa 930 mila euro, di cui 735 mila euro per lavori e altri 200 mila euro per spese accessorie quali Iva, spese amministrative e spese tecniche.
Incontro a Gavello
Quelle forme tanto care alla memoria
A Gavello, dopo l’introduzione dell’architetto Losi e del RUP architetto Colarusso, l’architetto Stefania Campomori (Studio Alba di Imola), progettista capofila del team tecnico e responsabile della direzione lavori generale, ha spiegato dettagliatamente l’intervento di restauro della chiesa, del campanile e della canonica che è iniziato con la consegna del cantiere lo scorso 17 marzo. Era presente anche il titolare della ditta che ha vinto l’appalto dei lavori, Francesco Anania della Aurora Costruzioni srl. L’importo complessivo dell’intervento finanziato dalla Regione ammonta a circa 2.100.000 euro, di cui poco più di 1.700.000 euro per lavori. La durata del cantiere è stimata intorno ai due anni e mezzo. Non è compresa nell’intervento di restauro la ex casa del campanaro, parte di un altro stralcio con apposito finanziamento. Una importante campagna di rilievi, condotta immediatamente dopo il sisma, come ha affermato l’architetto Campomori, ha permesso di studiare approfonditamente la chiesa, che deve il suo aspetto alla ricostruzione del 1927 in stile eclettico, ispirato in particolare agli stili gotico e romanico. Dopo aver quindi compreso in che modo le strutture “stavano insieme”, e come si sono comportate a causa della spinta inferta dal sisma, il team tecnico ha elaborato la soluzione per portare al ripristino della chiesa, ricostruendone le parti perdute, in primis le volte, in modo da riproporre il volume e quindi l’aspetto precedente il terremoto e, in qualche modo, caro alla memoria dei gavellesi. Nello stesso tempo, le scelte progettuali mirano al miglioramento sismico, conciliando la sicurezza alla tutela della storia e delle forme architettoniche e conferendo migliore capacità di risposta dell’edificio ad eventuali sollecitazioni sismiche, che, naturalmente, tutti auspichiamo non si verifichino più.
Interno della chiesa di San Martino Spino
Per sostenere le spese della parrocchia di San Martino Spino – Appello alla generosità di tutti
A carico della parrocchia di San Martino Spino sono alcuni interventi non rientranti nel finanziamento erogato dalla Regione a coprire i danni da sisma. I costi da sostenere subito per consentire la riapertura e la celebrazione della Messa riguardano la riparazione dei banchi (da 8mila a 10mila euro), l’illuminazione (11mila euro), l’impianto audio (6.400 euro), più le spese per pulizia, trasporto e trasloco. Le opere che dovranno essere completate dopo la riapertura sono il riscaldamento (in attesa di preventivo), l’impianto meccanico/audio delle campane (15.500 euro), la tinteggiatura esterna (42mila euro circa) e la sistemazione dell’area verde (ancora da quantifi care). Il comitato parrocchiale, presieduto dal parroco don Arnaud, si è da tempo mobilitato per lanciare e sostenere la raccolta fondi. “In passato, dopo il terremoto del 2011, grazie a don William Ballerini e ai benefattori, si era accantonata una somma che permette di fare fronte ad una parte delle spese immediate, ma non sarà sufficiente – spiega don Arnaud -. Per questo facciamo appello alla generosità di tutti perché davvero la nostra chiesa possa tornare ad essere luogo di preghiera, di pace e di ristoro dell’anima. Ringraziamo già da adesso quanti vorranno contribuire”. Fra le modalità proposte, l’iniziativa “Adotta una panca” (valore 500 euro), su cui sarà posta la targhetta con il nome del donatore o a ricordo di un defunto. Per informazioni: tel. 0535 31161 e mail parrocchia.sms@gmail.com V. P.
Guarda la videointervista al parroco don Arnaud Giegue realizzata da Notizie.