Volontari in transizione: indagine sul Non profit di Carpi, Novi e Soliera
Terzo settore diffuso e vitale, che deve far fronte alla sfida di innovare e attrarre le giovani generazioni
presidenti
Dalla tradizione all’innovazione, mantenendo saldi i valori-guida: si potrebbe riassumere in questa frase il nucleo emerso dall’Indagine sul Non profit di Carpi, Novi di Modena e Soliera realizzata dalla Fondazione Casa del Volontariato con il patrocinio della Fondazione CR Carpi e presentata in Auditorium San Rocco alla presenza di volontari, cittadini, dei sindaci dei tre Comuni, dei presidenti della Fondazione CR Carpi e FCV Mario Ascari e Giulia Pellizzari, e degli autori dell’indagine, i consiglieri di indirizzo della Fondazione CR Carpi Isabella Giovanardi e Marco Bulgarelli.
Un volontariato ‘storico’, ovvero composto per l’83% da realtà che esistono da più di dieci anni, e diffuso sul territorio, quello che emerge dall’analisi dei dati raccolti – sono 106 gli enti Non Profit che hanno risposto alle domande del questionario – con associazioni per lo più di piccole dimensioni (il 75% ha in media meno di 25 volontari), in grado di coinvolgere la comunità (il 53% di associazioni, cooperative sociali e fondazioni e il 43% delle associazioni sportive dilettantistiche coinvolge ha almeno cento cittadini che usufruiscono dei servizi offerti) , ma che deve affrontare le sfide del ricambio generazionale (solo il 30% i volontari con meno di 40 anni), della complessità crescente degli adempimenti amministrativi e del reperimento di risorse per finanziare le proprie attività.
Un volontariato che, nel mutare sempre più rapido della società, deve a sua volta evolversi, passando dalle modalità tradizionali a forme maggiormente in grado di rispondere alle esigenze e alle richieste del tessuto sociale. A tal proposito, 2/3 degli enti dichiarano di aver operato qualche forma di innovazione per rispondere a nuovi bisogni, ma il 51% di averlo fatto attraverso risorse proprie, con scarso ricorso a bandi e raccolte fondi.
Ancora bassa, inoltre, la collaborazione con il settore for-profit (30%), mentre più significativa (60%), seppur con margini di miglioramento, quella con Fondazione CR Carpi, Fondazione Casa del Volontariato e Centro Servizi per il Volontariato.
Tra gli ambiti di intervento principali, la fetta maggiore è dedicata a educazione, legalità e ambiente (44%), seguita dal socio sanitario (24%) e culturale (21%).
Tra gli elementi che rappresentano insieme una sfida e un’opportunità, dunque, la complessità crescente, che vede gli enti dover occuparsi degli adempimenti del Codice del Terzo Settore e alla gestione economica, con la necessità di dover sperimentare nuove forme di finanziamento (come
crowdfunding, sponsorizzazioni e raccolta fondi), la richiesta di volontari che posseggano competenze significative e, a volte, specialistiche, per erogare servizi ad alto valore aggiunto e, nel complesso, la ristrutturazione delle forme attraverso cui i volontari attuali e potenziali si dedicano al volontariato, che è sempre più flessibile, legato al riconoscimento delle capacità che si possono portare all’interno di un’associazione, attento all’impatto sociale delle attività e desideroso di essere in rete con le altre realtà del territorio e non solo.
Il mutare del mercato del lavoro, connotato dal fenomeno del precariato, il calo demografico, la sfiducia nelle istituzioni, l’allentarsi dei corpi intermedi e delle grandi narrazioni, e una diversa modalità di vivere le relazioni sociali comporta anche una significativa difficoltà, soprattutto in alcuni ambiti, di coinvolgere i giovani, i quali sembrano maggiormente orientati a una solidarietà spontanea più che strutturata, che sfrutti le potenzialità delle tecnologie digitali, fornisca soddisfazioni personali e sia fortemente tematizzata rispetto a uno scopo che possa avere un impatto anche globale (si pensi, per esempio, ai temi dell’ambiente e della lotta al cambiamento climatico).
Da non sottovalutare, inoltre, il tema del volontariato ‘sommerso’, che pure esiste, e riguarda le azioni solidali di gruppi non riconosciuti, come quello delle tante comunità straniere presenti sul territorio.
Infine, Fondazione CR Carpi e Fondazione Casa del Volontariato hanno esplicitato le forme di supporto per il Non profit del territorio: se quest’ultima, sede fisica per 54 associazioni, supporta tuttavia anche le realtà esterne attraverso la concessione gratuita di sale riunioni, l’aiuto nella strutturazione di progetti e partecipazione a bandi, comunicazione, rapporti con il mondo della scuola, coordinamento di tavoli tematici e incentivazione della creazione di reti associative, la Fondazione CR Carpi ha sottolineato le variabili del sistema di valutazione dei vari progetti che richiedono finanziamenti, quali il cofinanziamento, la coprogettazione, con la conseguente capacità di fare rete, il grado di innovazione, la ricaduta sul territorio e i progetti precedentemente presentati, annunciando anche la prossima apertura di un nuovo bando, +Comunità Parco Santa Croce, che sia aggiunge alle richieste di contributo e ai già esistenti +Sociale e +Cultura.
“Questa indagine – spiegano Mario Ascari e Giulia Pellizzari, presidenti rispettivamente di Fondazione CR Carpi e FCV – rappresenta uno strumento davvero prezioso per mettersi in ascolto del territorio, avviando un dialogo che possa basarsi su dati reali e su necessità esplicitamente espresse, oltre a costituire un elemento di riflessione degli enti Non profit, i quali, per rispondere, hanno dovuto avviare un confronto e una riflessione al proprio interno.
La società italiana tutta è in mutamento, e il nostro territorio non fa eccezione: le certezze consolidate tendono a sbiadire, le routine a non essere più efficaci, e l’idea di continuare nelle modalità con le quali si è sempre operato non sempre si rivela l’opzione migliore. In questa temperie, il volontariato non fa eccezione: in tal senso, però, il cambiamento, che rappresenta certamente una sfida, può rivelarsi, a seconda di come lo si affronti, una minaccia o un’opportunità. Per questo la Fondazione Cassa, e il suo ente finalizzato al sociale, la Fondazione Casa, sono a supporto del Non Profit, per fornire strumenti, competenze e mezzi per far sì che lo straordinario, preziosissimo e insostituibile apporto del volontariato alla comunità non venga disperso con il mutare delle condizioni del contesto nel quale esso opera.
I risultati di questa indagine non sono dunque un punto d’arrivo, bensì una solida base di partenza per costruire, insieme, il volontariato dei prossimi anni. Un volontariato che riesca nell’impresa complessa, ma vitale, di tenere insieme i valori solidaristici che l’hanno sempre animato con le nuove modalità necessarie al cambiare del mondo”.
Il report sintetico sull’indagine e le slide riassuntive saranno rese disponibili sui siti web della Fondazione CR Carpi e della Fondazione Casa del Volontariato.